sabato 12 agosto 2017

Sapore di sale


Sono rientrata, finalmente. Siamo tornati alla base, enfin! Eh già, sembrerà paradossale, ma facevo il conto alla rovescia. Mare, sole, caldo e ancora mare, sole, caldo e - dimenticavo - sabbia, ovunque sabbia. Le vacanze saranno pure necessarie, ma un conto organizzarle e viverle a misura di adulto, un conto avere al seguito un bambino. E' lui che detta orari, regole, tipo di divertimento. E - non so se valga per tutte o se invece la mia esperienza è particolare - di vacanza, alla fine, hanno ben poco! Soprattutto se le giornate sono scandite, sulla spiaggia, da accapigliamenti, capricci, pianti & company per avere il giocattolo del bambino vicino di ombrellone e quello - il bambino vicino - non vuole saperne di darlo in prestito neppure per dieci secondi! 
Al piccolo di casa, mare sole e sabbia hanno fatto bene. Lui, sì, lui si è divertito! Io - a volte - mi sono incantata ad assistere ai suoi giri concentrici per planare sul secchiello di Cars del Matteo o Davide di turno. 
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In generale mi sono annoiata e stancata molto. Impensabile dedicarsi a una qualsivoglia lettura per oltre cinque minuti, ad esempio. Impossibile - se non a notte fonda - godersi qualcosa di diverso da cartoni e cartoni o divorare un fondo di politica...Sono a casa, ora. Avevo nostalgia e bisogno delle mie cose, dei miei libri, del mio pc e anche del mio letto. Peccato solo che al rientro - punizione celeste per non aver vissuto con troppa gioia questi giorni - i condizionatori hanno inspiegabilmente dato forfait. Il che - con i quasi 40 gradi cittadini e il fatto che vivo in un attico - non è stato propriamente un bel segno di benvenuto! Un giorno di accendi-spegni, resetta la corrente e cose del genere e tutto è a posto. Eccomi tornata!

venerdì 30 giugno 2017

Niente di speciale


E' sera e non si muove foglia. Sara e Nico si incontrano e si raccontano la giornata appena trascorsa. Non sembrano particolarmente entusiasti. Nico ha fatto la verticale, ha nuotato in piscina, ha visto un paio di amici e dei topolini. Sara, fra le altre cose, ha raccolto una mela, ha indossato un cappello strano e ha fischiettato una canzone. Niente di speciale, insomma.  E se invece i racconti dei due bambini nascondessero, sotto sotto, una giornata molto, ma molto più esaltante? Andiamolo a scoprire!
"Niente di speciale" è un libro di viaggio, fantasia, colori, sogni ed eventi sorprendenti. Pubblicato da Leminscaat - Il Castello editore, fa parte della collana Libri illustrati...ed è infatti arricchito dai disegni mirabili dell'illustratore olandese Mark Janssen.

Con questo post partecipo all'appuntamento con il Venerdì del Libro di Paola

giovedì 29 giugno 2017

La cool bag giusta e il caldo non fa più paura


Il primo step - quando si parte per le vacanze - è inesorabilmente legato a "cosa gli propongo da mangiare durante il viaggio?" e "se ha sete?". Le richieste impellenti scattano quando meno te lo aspetti, magari sei incolonnato sotto la canicola e viaggi a passo d'uomo, l'autogrill più vicino - posto che sia nutrizionalmente e igienicamente consigliabile mangiare in questi fast food di massa - tra 15 chilometri. Vaglielo a spiegare al piccolo di casa che - già dopo dieci minuti di marcia - aveva cominciato a chiedere"Quando arriviamoooo? Uffiiii!". Devo confessare che, a costo di qualche sacrificio in più, ho sempre preferito confezionare personalmente qualcosa da mettere sotto i denti: una bella e colorata macedonia di frutta di stagione, un panino semplice, qualche biscotto con ripieno di frutta. E poi da bere: acqua acqua acqua. Al più, un thè leggero deteinato, con limone fresco e zucchero di canna. Come impedire che le bevande diventino imbevibili perchè calde e i cibi si deteriorino velocemente? Impensabile farne a meno: con una bella borsa termica con tanto di thermos abbinato! Ne ho sperimentate di varie marche, fogge e di tanti prezzi, se ne trovano in offerta a pochissimo, che ti chiedi "come è possibile a cinque euro?". La risposta è banalmente semplice: valgono poco o niente e quindi non fanno il loro dovere! Magari per un'ora o due tengono ancora freschi gli alimenti...ma poi...
Stanca di perdere tempo e seccata di avere risultati scadenti, ho optato per un marchio importante, nato nel secondo dopoguerra e diventato leader nel settore dei prodotti per la casa e per il pic nic. Si tratta di Gio' Style - sede a Urgnano, nel bergamasco - che realizza oggetti nati per rispondere a una “funzione” precisa ma che sono comunque caratterizzati da un design particolare: sono anche belli, in due parole. Ho scelto la borsa termica Vela +, resistente, con cuciture di ottimo livello e che grazie alle sue spesse pareti in materiale isolante, abbinate alle mattonelle ghiaccio di Gio’Style tiene al fresco il cibo fino a 14 ore: perfetta per una giornata fuori casa! Totalmente Pvc free, sia le parti esterne che quelle interne, ha una tracolla regolabile e un'apertura a U che rende semplice pescare all'interno quello che si desidera. Mi è piaciuta subito, mi è sembrata pratica e resistente, lampo forti, una tasca anteriore a soffietto separata dal corpo centrale, un'altra tasca piatta sul retro, agganciato su un lato c'è anche un delizioso apribottiglie!
L'ho scelta di colore blu, con i finali delle cerniere verde mela. E - per le bevande - ho abbinato appunto in color verde mela un thermos in acciaio da 0,5 litri che promette 8 ore di tenuta. Una coppia bellissima a vedersi e...utilissima per mantenere la calma durante il viaggio oltre che per arrivare a destinazione (mare, montagna, pic nic...) con il pranzo in ottimo stato! L'acqua resta freschissima, la frutta anche, persino la banana - tanto apprezzata dai piccoli - non è tristemente annerita, come sempre accade. Insomma, il bilancio è più che positivo, finalmente ho la coolbag che mantiene quello che promette. Bravi!

martedì 27 giugno 2017

Tutti al mare...con i solari eco-bio


Sun, Beach, Swim, Bikini, Rest, ConcernsDella mia ritrosia alla vacanza e, in particolare, a organizzare la partenza vi ho già raccontato. Giorni prima della data prevista, comincio a stilare improbabili liste di cosa portare con me. Tanto per cominciare, visto il sole implacabile e i conseguenti rischi di scottature, in cima all'elenco di "cosa mettere in valigia" ci devono essere i prodotti solari. Non c'è da scherzare con i raggi ultravioletti e le creme vanno scelte bene. Le pubblicità ci tempestano, immagini seducenti di corpi dorati. Ma dietro ogni prodotto c'è la chimica e gli Inci - a saperli decrittare - sono quasi sempre poco incoraggianti. Se poi si tratta di proteggere un bambino, la missione diventa ancora più importante. Dopo varie peregrinazioni on line, ho trovato un'azienda che da anni opera a Cusago, nel milanese, e che realizza esclusivamente prodotti biologici. Su ogni confezione spicca il marchio Codice verde che ci dice che quel cosmetico è stato controllato. Chi lo ha prodotto si è attenuto a una disciplinare su base volontaria che impone di lavorare secondo una normativa ben precisa: utilizzo di materie prime rinnovabili di provenienza vegetale e dove possibile da agricoltura o raccolta spontanea; uso di prodotti a basso impatto ambientale, prontamente biodegradabili che non lascino residui tossici nelle acque reflue e negli scarichi industriali; scelta di prodotti dermocompatibili in grado di tutelare la salute del consumatore; riduzione dell’impatto ambientale dovuto agli imballaggi superflui e/o non riciclabili. 



Questo fa Fitocosecon oltre 400 specialità cosmetiche che spaziano dal trattamento della pelle del viso e del corpo fino alla detergenza. Convinta da decine e decine di recensioni più che positive di consumatori sparsi in tutt'Italia, ho deciso di puntare sulla novità dell'estate: i solari alla carota. Ho scelto innanzitutto la Crema solare Baby Carota (fattore di protezione 50) che è in grado di prevenire gli effetti dannosi delle radiazioni UVA e UVB, quali eritema e reazioni fotoallergiche. Come? Grazie ai filtri che contiene: l'Ossido di Zinco micronizzato, il Gamma orizanolo, un fitosterolo ottenuto dalla Crusca di Riso, il Biossido di Titanio, sostanza di natura inorganica che aderisce invisibilmente alla pelle e respinge le radiazioni solari come fosse uno specchio. L'estratto di carota (presente come B-carotene) agisce invece sulla pelle quale antiossidante naturale e impedisce la formazione dei radicali liberi. E' un prodotto eccellente, destinato alle pelli sensibili e delicate come quelle dei bambini. In più, dimenticavo, è leggermente colorato, per scongiurare l'effetto fantasmino - patina bianca provocato dai filtri. Mi sembra perfetto soprattutto per i primi giorni di mare, per scongiurare scottature o peggio, vi pare? 
Tanga, Sunburn, Sexy, String
Per i più grandi, invece, ho trovato un Latte Solare alla Carota SPF 30, anche questo Nickel tested e privo di allergeni. Nessun filtro chimico, profumazione estiva gradevolissima ma non eccessiva, texture piacevole che si spalma facilmente e non unge, in acqua resiste...la scia bianca non è eccessiva ma...soprattutto protegge a meraviglia, consentendo comunque di abbronzarsi in tutta sicurezza. Che dire? Eco-bio, prezzi ragionevolissimi, vetrina on line fornitissima e "trasparente": promossi con lode!

lunedì 26 giugno 2017

...solo io sono così?

Devo, anzi dobbiamo, andare al mare. La pediatra fa presto a ripeterlo, a ogni piè sospinto: mare, mare, mare. Da giugno a settembre. Fa bene ai bambini. Pulisce le vie respiratorie, lo iodio è ottimo! Già: ai bambini fa bene. E io eseguo, anche se non non proprio alla lettera. Perchè, ditemi voi, chi può concedersi una vacanza sterminata, quattro mesi di stacco...?!? Credo (non dico: temo) nessuno. Per inciso, che noia sconsolata sarebbe! Andremo, certo. Perchè giova ai piccoli...ma agli adulti? Io direi proprio di no. Un conto era fare una vacanza con i tempi dell'adulto, starsene sotto l'ombrellone a leggere, cullata dallo sciabordio delle onde, con quel venticello caldo ma lieve che si alza a cavallo della giornata. Un conto - come è stato e come sarà - organizzare il tour de force del mare con uno o più bambini. A partire dal rito della crema solare che - al meglio - si riesce a stendere a macchia di leopardo, correndogli dietro. Passando per la sabbia in ogni dove, per l'acqua salata irresistibile e che mai si vorrebbe abbandonare. Fino alle corse sul bagnasciuga con il piccolo che ha deciso di mettersi a fuggire per gioco. E tu che - illusa - immagini e speri che si bloccherà, per tornare da mamma e papà...e invece no, come un maratoneta instancabile, lui va avanti, corre con i suoi piedini agili e tu che - sforzandoti di mantenere un tono neutrale - lo pedini, poi passi dal passo veloce alla corsa. Alla fine, ti appelli direttamente e disperatamente agli adulti che arrivano dalla parte opposta e - vorresti inabissare - li preghi: "Fermatelooo!". La faccio breve: andare in "vacanza", per di più al caldo, proprio non mi va! Sono strana, sono pigra, sono egoista? No, sono solo stanca. 

domenica 25 giugno 2017

Il parco acquatico preso d'assalto

Risultati immagini per Zoomarine affollato
L'Italia nella morsa dell'afa, a Ferrara percepiti 49 gradi, bollino rosso per dieci città italiane. Le spiagge assaltate (per carità) e una mia amica, mamma di una compagna di scuola di little man, mi telefona, voce concitata, fuor di eufemismo direi isterica, che mi dice: "Siamo a Zoomarine, io, i due bambini (5 e 2 anni), mio marito...Un inferno! Siamo arrivati prima dell'apertura, eppure sembriamo polli in batteria, neanche un pò d'ombra, neppure un filo d'erba, io sono sotto il sole, mio marito in acqua con i due pargoli nel tentativo di schivare una marea umana trabordante...non so neppure dove lasciare portafogli, chiavi, cellulare. Sono furiosa! Uno schifo, ma si può?!!!".  
Risultati immagini per Zoomarine affollatoMi dispiace tanto, le rispondo. Considera che in città si boccheggia, cerco di consolarla. Poi rifletto: "Ma come si può, di domenica, con il caldo che attanaglia, stupirsi che tanti tantissimi abbiano avuto la tua stessa idea?! Un'idea non proprio elitaria, quella del parco acquatico...tutti in acqua tra scivoli, attrazioni, delfini, bambini schiamazzanti!". Certo, per evitare l'assalto al "forte apache" per accaparrarsi una sdraio, bisognerebbe almeno introdurre il numero chiuso e non andare oltre ai limiti della ricettività permessa dalla struttura, anche per motivi di sicurezza. Ma chi glielo dice? E' il commercio, ragazza!

venerdì 23 giugno 2017

Alla fine...saggio (?) fu

In due sole, banalmente semplici immagini, vi restituisco il saggio (ehm!) di musica. Tutti in cerchio: mamme in tappa forzata, nonni con il sorriso stampato, papà in fuga dal lavoro, con cravatta d'ordinanza arrotolata in tasca e smartphone silenziato, della serie "si deve fare, speriamo di cavarcela in un'oretta...".

Tutti fermi, in attesa dell'epifania, l'evento, la canzone, mimata e ballata dai pargoli. Chi applaude in maniera esagerata, chi soffoca di complimenti il bambino o la bambina. Il maestro - che pazienza! - coinvolge, salta e suona e tutti sono contenti. Mamme, maestre, alunni. Che poi il saggio consista nel far cozzare fra loro due legnetti cavi o far risuonare un triangolo di metallo, poco importa. L'evento è stare insieme, dare lustro e soddisfazione ai bambini...Foto, video, sorrisi. E l'immancabile merenda, tripudio di nutelle, pizzette e succhi  vari. Per chiudere in bellezza i doni alle educatrici: orologi del momento.  E' anche questa l'estate, no?

Tutti i bambini devono essere felici

Kids, Girl, Pencil, Drawing, Notebook“Stare a fianco ad ognuno di loro. Incitarli, coccolarli, consolarli, blandirli, spronarli, aspettarli. E, se necessario, ricominciare tutto da capo. Senza mai, neppure per un instante, pensare di rinunciare e di abbandonarne anche uno soltanto”. E' l'assunto e l'imperativo di "Tutti i bambini devono essere felici", Terre di Mezzo editore. Quella che si racconta è la  storia del maestro Paolo Limonta e della sua scuola. Una "Scuola Pubblica di Qualità", fatta da maestre e maestri che non si sono arresi ai tagli e al modello di "scuola anaffettiva" che sembra dilagare. Limonta è il maestro elementare diventato famoso come braccio destro del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. La sua avventura - raccontata da Antonella Meiani, collega e "maestra dalla porta accanto" - è quella di un insegnante che adora la sua professione e tutti i suoi alunni, nessuno escluso. La sua eccezionale umanità – spiega Massimo Cirri, nell'introduzione – mette in discussione il modello di scuola-azienda a cui siamo abituati, per sostituirla con una scuola partecipativa e inclusiva. Modello pubblico, aperto a tutti, in cui ognuno trova il proprio posto e il suo ruolo.
Con questo post partecipo all'appuntamento con il Venerdì del Libro di Paola

giovedì 22 giugno 2017

Le equilibriste

Equilibrist, Drawing, Hand, WomanTorniamo sui vecchi temi e dilemmi. Le donne tuttofare, io le chiamerei "equilibriste", a metà tra professione, casa, figli, cura di sè (ma solo se resta un minuto libero!). Anche quest’anno, il Rapporto dell'Ansa fotografa un panorama della condizione delle mamme in Italia poco edificante, per non dire a tinte fosche. Disparità (inspiegabili) di salario, part- time praticamente obbligati, contratti precari sono i vari compromessi ai quali, obtorto collo, il gentil sesso deve adattarsi per non perdere il proprio lavoro. Perchè, si sa, in Italia quando si lascia un posto...non se ne trova un altro!

venerdì 16 giugno 2017

Cappuccetto diventa verde e il lupo non fa più paura

Riflettevo, qualche sera fa, sulla fiaba di Cappuccetto rosso. Un classico, senza dubbio. Ma un classico horror, mi dicevo. Che proponiamo (propiniamo?) ai bambini di tutte le età, anche molto piccoli. Il lupo cattivo che mangia nonna e bimba, il cacciatore con lo schioppo, la pancia del lupo aperta con un coltello, la bimbetta e la nonna tratte in salvo, la pancia del lupo riempita di sassi...altro che dolcezza e focolare! Se per psicologi e antropologi buona parte delle storie per bambini della cultura popolare occidentale, incluse quelle narrate dai fratelli Grimm, sono rappresentazioni simboliche di sensazioni negative, quali la paura dell'abbandono, ho sempre sospettato che invece di indurre tranquillità, queste narrazioni potessero generare ansia nei piccoli ascoltatori...Non sapevo però dell'esistenza di un libro di Bruno Munari, Cappuccetto verde, Corraini editore. Una rilettura a tinte rosa della fiaba classica: l'atmosfera è serena, la nonna sta benone, Cappuccetto non ha paura di nulla perchè ha tanti amici fedeli e il lupo viene messo in fuga dalle rane sue alleate.

mercoledì 14 giugno 2017

Stanco e senza appetito? Pappa reale, rosa e mirtillo nero

L'inverno al chiuso, raffreddori come se piovesse, tonsilliti (batteriche o virali cosa importa), stanchezza accumulata e ora - all'improvviso e senza alcuna gradualità - l'estate che esplode. Una faticaccia per l'organismo, esposto a variazioni di clima tanto repentine. Anche i più piccoli ne risentono, inutile nasconderlo. Li vedi sempre vispi, quello sì, ma più irritabili del solito. Cosa fare per dar loro un aiuto? La mia pediatra - che i medicinali li prescrive solo se necessari e che tenta di mantenere l'approccio alla "cura" più naturale e fisiologico possibile, non a caso ha studiato per anni anche l'omeopatia con grande serietà e senza improvvisazioni - mi ha suggerito dei flaconcini monodose. Si tratta di un integratore alimentare specifico per i bambini. Ognuno di essi, in 10 ml, contiene Pappa Reale fresca, Rosa canina (una riserva di vitamina C), Mirtillo nero (antinfiammatorio e antiossidante),Vitamina B6, Vitamina B2, Vitamina B1, Miele. Niente lattosio nè glutine, Buona Energia Oro contrasta gli stati di affaticamento e inappetenza tipici dei cambi di stagione e dei periodi di maggiore impegno scolastico o sportivo.

venerdì 9 giugno 2017

Io non ho paura...e tu?

Io non ho paura
Il protagonista è un gatto che non teme bestie feroci e insetti assortiti. Il suo motto è “dei mostri io non ho paura. Anche se hanno una faccia orrenda li invito da me a fare merenda!". Vi sto parlando dell'albo illustrato "Io non ho paura!", della collana Storie Preziose di De Agostini, scritto da Dan Crisp e Lee Wildish, un titolo adatto dai 3 anni in su e che noi porteremo in vacanza. Tra illustrazioni sognanti, il protagonista però a un certo punto di qualcosa avrà terrore...Chi è che bussa alla mia porta?, si chiederà. Non ci sarà nessuna rassicurazione, del genere: "I mostri non esistono!” o “Non c’è nulla da temere!”. Così le insicurezze che un bambino non sa gestire andranno affrontate insieme all'adulto, senza pressapochismi e senza derisioni. 

mercoledì 31 maggio 2017

Patatine, musica e regali (alle maestre)

Violin, Child, Girl, Music, Instrument
  
Che vi devo dire? Sarò burbera, anticonformista, rompiscatole. Ma certi riti proprio non li digerisco. Ci sono montagne di questioni da risolvere, sistemi scricchiolanti come le porte che funzionano male, una scuola - seppure dell'infanzia - che avrebbe bisogno di tali e tante migliorie strutturali e noi perdiamo tempo in eventi di dubbio gusto e di sicura apparenza... Domani si consumerà la fine dell'anno scolastico - che poi ufficialmente si chiude a fine giugno -, nel senso che come ogni inizio di giugno i bambini si "esibiranno" in una sorta di saggio di musica. Attenzione: musica fatta da bambini di cinque anni e anche meno, con triangoli di metallo, bastoncini cozzanti, canzoncine con rime baciate e storpiate. Poi dopo questo spettacolino, in verità languente e triste (ma almeno i piccoli saranno felici e gratificati, si spera), ci sarà la merenda che - come sempre - ha scatenato una vis polemica degna di una campagna elettorale di alto livello. Eh già: se io porto la crostata, perchè quella solo succhi di frutta? 

giovedì 25 maggio 2017

Libri luminosi...con le torce magiche!

Lo sapevate che esistono libri...luminosi? Io no. Non lo sapevo. Fino a che sono incappata in una bella sorpresa, editorialmente parlando. Si tratta di SASSI Junior che - con diverse nuove uscite a Maggio - propone - tra le altre cose - singolari e irresistibili libri-torcia.
Cosa sono, direte voi? Si tratta di volumi le cui pagine hanno uno scenario oscurato che viene rischiarato al passaggio
di una torcia, una spatolina sottile che scorre tra le pagine e getta un fascio di luce su personaggi e oggetti fino a quel momento invisibili. Edo si è subito appassionato al gioco-lettura e si è impegnato a cercare il ghepardo piuttosto che lo scarabeo, facendo a gara - a turno - con mamma e papà. 
Un mondo da scoprire naviga tra le curiosità sui luoghi più sorprendenti del Pianeta, dal Grand Canyon alle stupefacenti creature della foresta pluviale, dall’interno di un vulcano alle meraviglie dei fondali oceanici, fino alle forme di vita nella Mammoth Caves, in America. 

venerdì 19 maggio 2017

Martha e la galleria degli enigmi


«Se chiedi la verità a un adulto, di solito ottieni una storia. A volte due. Quale delle due versioni è vera? Forse entrambe, magari nessuna. Ma stavolta sono io a raccontare la storia, anzi, la verità». E' l'assunto di "La galleria degli enigmi" di Laura Marx Fitzgerald (Fabbri). Siamo a New York, nel 1928, la protagonista è Martha, una dodicenne dall'immaginazione fervida, oltre che dalla battuta sagace e dall'incapacità di soggiacere a regole e conformismi. Talmente intraprendente che, dalla scuola rigidamente cattolica che frequenta verrà espulsa, dopo l'ennesima provocazione, e finirà a fare la lavapiatti nella casa del miliardario per cui lavora sua madre. L'abitazione di Mr. Sewell appare alla ragazzina come un castello delle fiabe, con la moglie di Mr. Sewell, Rose, da anni reclusa in soffitta.

martedì 16 maggio 2017

La propedeutica al rugby a due anni


Quarterback, American Football, Sport
Sarò impopolare, anacronistica, demodée e quant'altro ma - scusate lo sfogo - non capisco questa ansia dei nostri tempi di incasellare i bambini - anche i più piccoli, spesso neanche treenni - in catene di attività sportive, propedeutiche, musicali, festaiole e quant'altro.

venerdì 12 maggio 2017

Cosa fanno le mamme quando i bambini...


Vivono la loro giornata a scuola, tra colle, colori, forbici, lavoretti, merende ritmate dal "bisogna lavare le mani", ora "tutti a sedere", più tardi in giardino, infine in sala mensa e poi a nanna. Un mondo rassicurante e operoso. Per i piccoli. E per le mamme? Lasciato il pargolo a scuola, dopo un inizio giornata inevitabilmente frettoloso quando non concitato (il top del caos si raggiunge quando piove e a dirotto e, almeno il mio, di pargolo, si intestardisce a volere l'ombrello di Spider Man piuttosto che quello di Pj Mask!), la mamma d'un tratto si dissolve. Già. ma dove andrà? E a fare cosa? 

martedì 9 maggio 2017

La casa delle farfalle a Roma

C'è una casa delle farfalle a Roma. In un parco che alterna distese silenziose a vegetazione rigogliosa, a via Appia Pignatelli, esiste una serra tropicale dove crescono e vengono allevate una quarantina di specie di farfalle. Un'oasi di verde prestata anche a visite didattiche per le scuole elementari e medie di città e dintorni. Le farfalle esposte sono tutte tropicali e, come ai Tropici, è stato ricreato un ambiente che prevede l'80% di umidità e una temperatura di 28 gradi. Sono animali grandi e spettacolari, appariscenti, in molti casi, e per i quali è richiesta una sorta di "etichetta" comportamentale: non si parla ad alta voce, bisogna stare attenti a dove mettere i piedi per non calpestarne qualcuna, non si possono fotografare con il flash, è vietato toccarle, semmai saranno loro a librarsi delicatamente su di noi. La leggenda narra che se una farfalla ci si poggia addosso e si esprime un desiderio, quel desiderio si avvererà…
Ai  visitatori più piccoli viene proposta una passeggiata tra le fronde della serra attraverso la quale si arriva a uno stagno artificiale dove vivono minuscoli pesci. Accanto si trova la “nursery”, una teca dove le crisalidi crescono. In un altro banco ci sono vari contenitori che ripropongono ambienti naturali: in una vive l’insetto stecco

giovedì 4 maggio 2017

Un trascurabile dettaglio

Raccontare la diversità, anche minima, con grazia e leggerezza. La leggerezza di un filo giallo, inizialmente piccolo piccolo, poi però sempre più lungo e aggrovigliato, tanto da intralciare i passi, il respiro, i rapporti con gli altri. "Un trascurabile dettaglio" di Anne-Gaëlle Balpe (Terre di mezzo) racconta lo stigma, quello che soffoca la vita. “A tutti i bambini che lottano ogni giorno per superare le loro difficoltà e a tutti gli adulti che li aiutano”, queste le parole dell'autrice. Grandi o piccoli, ognuno di noi ha dei difetti o delle imperfezioni che non ci fanno stare bene: il trucco è accettarli, affrontarli e non farsi sopraffare, suggerisce il libro. Il "difetto" è raccontato con un segno grafico, appunto: uno scarabocchio - uscito dalla matita dell'illustratrice Csil - che pian piano diventa invadente e si trasforma in una rete che tutto immobilizza. “Ho cominciato a pensare di essere come lui” dice il protagonista che non ha un nome.

venerdì 28 aprile 2017

La bellezza del bruco


Che bello! Due semplici parole, tra le più comuni, bastano a sconvolgere la vita di un piccolo bruco. Sono parole misteriose e seducenti, quelle che gli sono state rivolte da un essere mai visto prima e l'animaletto, strappato dalla quotidianità, non farà che interrogarsi sul loro significato, chiedendo a destra e manca, a chi incontrerà sul proprio cammino, in un garbuglio che - di domanda in risposta - si farà sempre più oscuro. Fino a che, ormai disperato e rassegnato a non capire, un'"epifania" nel cielo notturno gli farà ritrovare la pace... E' la storia - a mio parere meravigliosa e con tanti interessanti piani di lettura e di interpretazione - di "Che bello!", di Antonella Capetti e Melissa Castrillon, dalle immagini che lasciano il segno per la loro originalità, edito da Topipittori (si capisce che ho una passione per i...Topi?!?). 
"Che effetto hanno, su di noi, le parole? E che effetto avrebbero, se fossero, come per il bruco, di meraviglia e stupore? Non è solo l’amore che cresce un bambino che si affaccia alla vita: ma è il nostro sguardo su di lui, e le parole che riusciamo a trovare per raccontarlo, e raccontargli il mondo", ha scritto l'autrice Antonella Capetti. Il volume, cartonato, è prezioso per: pensare a come utilizziamo le parole; riflettere su concetti che riteniamo ovvi e invece non lo sono; capire che una storia può spiegare una cosa importante.