venerdì 30 giugno 2017

Niente di speciale


E' sera e non si muove foglia. Sara e Nico si incontrano e si raccontano la giornata appena trascorsa. Non sembrano particolarmente entusiasti. Nico ha fatto la verticale, ha nuotato in piscina, ha visto un paio di amici e dei topolini. Sara, fra le altre cose, ha raccolto una mela, ha indossato un cappello strano e ha fischiettato una canzone. Niente di speciale, insomma.  E se invece i racconti dei due bambini nascondessero, sotto sotto, una giornata molto, ma molto più esaltante? Andiamolo a scoprire!

giovedì 29 giugno 2017

La cool bag giusta e il caldo non fa più paura


Il primo step - quando si parte per le vacanze - è inesorabilmente legato a "cosa gli propongo da mangiare durante il viaggio?" e "se ha sete?". Le richieste impellenti scattano quando meno te lo aspetti, magari sei incolonnato sotto la canicola e viaggi a passo d'uomo, l'autogrill più vicino - posto che sia nutrizionalmente e igienicamente consigliabile mangiare in questi fast food di massa - tra 15 chilometri. Vaglielo a spiegare al piccolo di casa che - già dopo dieci minuti di marcia - aveva cominciato a chiedere"Quando arriviamoooo? Uffiiii!". Devo confessare che, a costo di qualche sacrificio in più, ho sempre preferito confezionare personalmente qualcosa da mettere sotto i denti: una bella e colorata macedonia di frutta di stagione, un panino semplice, qualche biscotto con ripieno di frutta. E poi da bere: acqua acqua acqua. Al più, un thè leggero deteinato, con limone fresco e zucchero di canna. Come impedire che le bevande diventino imbevibili perchè calde e i cibi si deteriorino velocemente? Impensabile farne a meno: con una bella borsa termica con tanto di thermos abbinato! Ne ho sperimentate di varie marche, fogge e di tanti prezzi, se ne trovano in offerta a pochissimo, che ti chiedi "come è possibile a cinque euro?". La risposta è banalmente semplice: valgono poco o niente e quindi non fanno il loro dovere! Magari per un'ora o due tengono ancora freschi gli alimenti...ma poi...

martedì 27 giugno 2017

Tutti al mare...con i solari eco-bio


Sun, Beach, Swim, Bikini, Rest, ConcernsDella mia ritrosia alla vacanza e, in particolare, a organizzare la partenza vi ho già raccontato. Giorni prima della data prevista, comincio a stilare improbabili liste di cosa portare con me. Tanto per cominciare, visto il sole implacabile e i conseguenti rischi di scottature, in cima all'elenco di "cosa mettere in valigia" ci devono essere i prodotti solari. Non c'è da scherzare con i raggi ultravioletti e le creme vanno scelte bene. Le pubblicità ci tempestano, immagini seducenti di corpi dorati. Ma dietro ogni prodotto c'è la chimica e gli Inci - a saperli decrittare - sono quasi sempre poco incoraggianti. Se poi si tratta di proteggere un bambino, la missione diventa ancora più importante. Dopo varie peregrinazioni on line, ho trovato un'azienda che da anni opera a Cusago, nel milanese, e che realizza esclusivamente prodotti biologici. Su ogni confezione spicca il marchio Codice verde che ci dice che quel cosmetico è stato controllato. 

lunedì 26 giugno 2017

...solo io sono così?

Devo, anzi dobbiamo, andare al mare. La pediatra fa presto a ripeterlo, a ogni piè sospinto: mare, mare, mare. Da giugno a settembre. Fa bene ai bambini. Pulisce le vie respiratorie, lo iodio è ottimo! Già: ai bambini fa bene. E io eseguo, anche se non non proprio alla lettera. Perchè, ditemi voi, chi può concedersi una vacanza sterminata, quattro mesi di stacco...?!? Credo (non dico: temo) nessuno. Per inciso, che noia sconsolata sarebbe! Andremo, certo. Perchè giova ai piccoli...ma agli adulti? Io direi proprio di no. Un conto era fare una vacanza con i tempi dell'adulto, starsene sotto l'ombrellone a leggere, cullata dallo sciabordio delle onde, con quel venticello caldo ma lieve che si alza a cavallo della giornata. Un conto - come è stato e come sarà - organizzare il tour de force del mare con uno o più bambini. A partire dal rito della crema solare che - al meglio - si riesce a stendere a macchia di leopardo, correndogli dietro. Passando per la sabbia in ogni dove, per l'acqua salata irresistibile e che mai si vorrebbe abbandonare. Fino alle corse sul bagnasciuga con il piccolo che ha deciso di mettersi a fuggire per gioco. E tu che - illusa - immagini e speri che si bloccherà, per tornare da mamma e papà...e invece no, come un maratoneta instancabile, lui va avanti, corre con i suoi piedini agili e tu che - sforzandoti di mantenere un tono neutrale - lo pedini, poi passi dal passo veloce alla corsa. Alla fine, ti appelli direttamente e disperatamente agli adulti che arrivano dalla parte opposta e - vorresti inabissare - li preghi: "Fermatelooo!". La faccio breve: andare in "vacanza", per di più al caldo, proprio non mi va! Sono strana, sono pigra, sono egoista? No, sono solo stanca. 

domenica 25 giugno 2017

Il parco acquatico preso d'assalto

Risultati immagini per Zoomarine affollato
L'Italia nella morsa dell'afa, a Ferrara percepiti 49 gradi, bollino rosso per dieci città italiane. Le spiagge assaltate (per carità) e una mia amica, mamma di una compagna di scuola di little man, mi telefona, voce concitata, fuor di eufemismo direi isterica, che mi dice: "Siamo a Zoomarine, io, i due bambini (5 e 2 anni), mio marito...Un inferno! Siamo arrivati prima dell'apertura, eppure sembriamo polli in batteria, neanche un pò d'ombra, neppure un filo d'erba, io sono sotto il sole, mio marito in acqua con i due pargoli nel tentativo di schivare una marea umana trabordante...non so neppure dove lasciare portafogli, chiavi, cellulare. Sono furiosa! Uno schifo, ma si può?!!!".  
Risultati immagini per Zoomarine affollatoMi dispiace tanto, le rispondo. Considera che in città si boccheggia, cerco di consolarla. Poi rifletto: "Ma come si può, di domenica, con il caldo che attanaglia, stupirsi che tanti tantissimi abbiano avuto la tua stessa idea?! Un'idea non proprio elitaria, quella del parco acquatico...tutti in acqua tra scivoli, attrazioni, delfini, bambini schiamazzanti!". Certo, per evitare l'assalto al "forte apache" per accaparrarsi una sdraio, bisognerebbe almeno introdurre il numero chiuso e non andare oltre ai limiti della ricettività permessa dalla struttura, anche per motivi di sicurezza. Ma chi glielo dice? E' il commercio, ragazza!

venerdì 23 giugno 2017

Alla fine...saggio (?) fu

In due sole, banalmente semplici immagini, vi restituisco il saggio (ehm!) di musica. Tutti in cerchio: mamme in tappa forzata, nonni con il sorriso stampato, papà in fuga dal lavoro, con cravatta d'ordinanza arrotolata in tasca e smartphone silenziato, della serie "si deve fare, speriamo di cavarcela in un'oretta...".

Tutti fermi, in attesa dell'epifania, l'evento, la canzone, mimata e ballata dai pargoli. Chi applaude in maniera esagerata, chi soffoca di complimenti il bambino o la bambina. Il maestro - che pazienza! - coinvolge, salta e suona e tutti sono contenti. Mamme, maestre, alunni. Che poi il saggio consista nel far cozzare fra loro due legnetti cavi o far risuonare un triangolo di metallo, poco importa. L'evento è stare insieme, dare lustro e soddisfazione ai bambini...Foto, video, sorrisi. E l'immancabile merenda, tripudio di nutelle, pizzette e succhi  vari. Per chiudere in bellezza i doni alle educatrici: orologi del momento.  E' anche questa l'estate, no?

Tutti i bambini devono essere felici

Kids, Girl, Pencil, Drawing, Notebook“Stare a fianco ad ognuno di loro. Incitarli, coccolarli, consolarli, blandirli, spronarli, aspettarli. E, se necessario, ricominciare tutto da capo. Senza mai, neppure per un instante, pensare di rinunciare e di abbandonarne anche uno soltanto”. E' l'assunto e l'imperativo di "Tutti i bambini devono essere felici", Terre di Mezzo editore. Quella che si racconta è la  storia del maestro Paolo Limonta e della sua scuola. Una "Scuola Pubblica di Qualità", fatta da maestre e maestri che non si sono arresi ai tagli e al modello di "scuola anaffettiva" che sembra dilagare. Limonta è il maestro elementare diventato famoso come braccio destro del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. La sua avventura - raccontata da Antonella Meiani, collega e "maestra dalla porta accanto" - è quella di un insegnante che adora la sua professione e tutti i suoi alunni, nessuno escluso. La sua eccezionale umanità – spiega Massimo Cirri, nell'introduzione – mette in discussione il modello di scuola-azienda a cui siamo abituati, per sostituirla con una scuola partecipativa e inclusiva. Modello pubblico, aperto a tutti, in cui ognuno trova il proprio posto e il suo ruolo.
Con questo post partecipo all'appuntamento con il Venerdì del Libro di Paola

giovedì 22 giugno 2017

Le equilibriste

Equilibrist, Drawing, Hand, WomanTorniamo sui vecchi temi e dilemmi. Le donne tuttofare, io le chiamerei "equilibriste", a metà tra professione, casa, figli, cura di sè (ma solo se resta un minuto libero!). Anche quest’anno, il Rapporto dell'Ansa fotografa un panorama della condizione delle mamme in Italia poco edificante, per non dire a tinte fosche. Disparità (inspiegabili) di salario, part- time praticamente obbligati, contratti precari sono i vari compromessi ai quali, obtorto collo, il gentil sesso deve adattarsi per non perdere il proprio lavoro. Perchè, si sa, in Italia quando si lascia un posto...non se ne trova un altro!

venerdì 16 giugno 2017

Cappuccetto diventa verde e il lupo non fa più paura

Riflettevo, qualche sera fa, sulla fiaba di Cappuccetto rosso. Un classico, senza dubbio. Ma un classico horror, mi dicevo. Che proponiamo (propiniamo?) ai bambini di tutte le età, anche molto piccoli. Il lupo cattivo che mangia nonna e bimba, il cacciatore con lo schioppo, la pancia del lupo aperta con un coltello, la bimbetta e la nonna tratte in salvo, la pancia del lupo riempita di sassi...altro che dolcezza e focolare! Se per psicologi e antropologi buona parte delle storie per bambini della cultura popolare occidentale, incluse quelle narrate dai fratelli Grimm, sono rappresentazioni simboliche di sensazioni negative, quali la paura dell'abbandono, ho sempre sospettato che invece di indurre tranquillità, queste narrazioni potessero generare ansia nei piccoli ascoltatori...Non sapevo però dell'esistenza di un libro di Bruno Munari, Cappuccetto verde, Corraini editore. Una rilettura a tinte rosa della fiaba classica: l'atmosfera è serena, la nonna sta benone, Cappuccetto non ha paura di nulla perchè ha tanti amici fedeli e il lupo viene messo in fuga dalle rane sue alleate.

mercoledì 14 giugno 2017

Stanco e senza appetito? Pappa reale, rosa e mirtillo nero

L'inverno al chiuso, raffreddori come se piovesse, tonsilliti (batteriche o virali cosa importa), stanchezza accumulata e ora - all'improvviso e senza alcuna gradualità - l'estate che esplode. Una faticaccia per l'organismo, esposto a variazioni di clima tanto repentine. Anche i più piccoli ne risentono, inutile nasconderlo. Li vedi sempre vispi, quello sì, ma più irritabili del solito. Cosa fare per dar loro un aiuto? La mia pediatra - che i medicinali li prescrive solo se necessari e che tenta di mantenere l'approccio alla "cura" più naturale e fisiologico possibile, non a caso ha studiato per anni anche l'omeopatia con grande serietà e senza improvvisazioni - mi ha suggerito dei flaconcini monodose. Si tratta di un integratore alimentare specifico per i bambini. Ognuno di essi, in 10 ml, contiene Pappa Reale fresca, Rosa canina (una riserva di vitamina C), Mirtillo nero (antinfiammatorio e antiossidante),Vitamina B6, Vitamina B2, Vitamina B1, Miele. Niente lattosio nè glutine, Buona Energia Oro contrasta gli stati di affaticamento e inappetenza tipici dei cambi di stagione e dei periodi di maggiore impegno scolastico o sportivo.

venerdì 9 giugno 2017

Io non ho paura...e tu?

Io non ho paura
Il protagonista è un gatto che non teme bestie feroci e insetti assortiti. Il suo motto è “dei mostri io non ho paura. Anche se hanno una faccia orrenda li invito da me a fare merenda!". Vi sto parlando dell'albo illustrato "Io non ho paura!", della collana Storie Preziose di De Agostini, scritto da Dan Crisp e Lee Wildish, un titolo adatto dai 3 anni in su e che noi porteremo in vacanza. Tra illustrazioni sognanti, il protagonista però a un certo punto di qualcosa avrà terrore...Chi è che bussa alla mia porta?, si chiederà. Non ci sarà nessuna rassicurazione, del genere: "I mostri non esistono!” o “Non c’è nulla da temere!”. Così le insicurezze che un bambino non sa gestire andranno affrontate insieme all'adulto, senza pressapochismi e senza derisioni.